L’interesse odontoiatrico per la sericina nasce dalla sua capacità di agire da scaffold biomimetico per i fosfati di calcio e di cooperare con l’idrossiapatite in compositi biocompatibili. In ambito dentale ciò si traduce in tre applicazioni, ossia rivestimenti funzionali per impianti e strumenti, veicoli per il rilascio locale di ioni e molecole attive nel cavo orale, e co-matrici per paste e gel remineralizzanti. La letteratura su sericina/CaP mostra che il polipeptide, ricco di gruppi carbossilici e ossidrilici, guida la crescita dell’HAp lungo l’asse c in condizioni fisiologiche, consentendo film e particelle con morfologia biomimetica e buona citocompatibilità; la ricerca segnala un forte interesse verso coating ortopedici e dentali per migliorare l’osteointegrazione, pur riconoscendo i limiti meccanici della sericina pura e quindi l’opportunità di impiegarla come componente di rivestimenti e particolati, non come bulk load-bearing. In parallelo, sericina-HAp ottenuta per mineralizzazione biomimetica supporta la vitalità e l’osteodifferenziazione di cellule staminali del legamento parodontale, un dato rilevante per la rigenerazione parodontale e per il dialogo biologico intorno a interfacce implantari e restauri.
Remineralizzazione dello smalto e meccanismi molecolari
La sericina induce nucleazione eterogenea di idrossiapatite quando presenta alto peso molecolare e conformazione β-sheet. In tali condizioni l’allineamento periodico dei gruppi carbossilici genera siti di induzione per CaP in soluzioni metastabili, con deposito di cristalli simili a quelli dei tessuti duri. Questo razionale molecolare è centrale in odontoiatria perché la remineralizzazione dello smalto richiede nucleazione e crescita controllata di HAp entro micro-difetti in ambiente salivare.
Le prove clinico-precliniche più avanzate sulla remineralizzazione smaltea riguardano oggi nano-HAp, che dimostra capacità di riparare lesioni iniziali e micro-erosioni almeno comparabile a soluzioni fluorurate in modelli pediatrici; la sericina, agendo da template o da legante per CaP/ACP, è una candidata naturale per ancorare e orientare tali fasi minerali sullo smalto e sulla pellicola acquisita, migliorandone ritenzione e organizzazione cristallina. Anche se mancano ancora trial intraorali specifici su sericina dentale come attivo remineralizzante autonomo, il corpus di dati su sericina/CaP e la comprensione dei meccanismi di nucleazione giustificano la sua integrazione come co-matrice in sistemi a base di HAp e di fosfato amorfo stabilizzato.
Biofilm batterici e protezione antimicrobica del cavo orale
Sulla componente antimicrobica, il dato più stringente in ambito cariogeno è l’attività antibiofilm della sericina contro Streptococcus mutans. In vitro, estratti di sericina ottenuti con differenti metodi di degommatura riducono la formazione di biofilm e l’adesione cellulare di S. mutans, con performance più marcata per la frazione estratta con urea; parallelamente è stata verificata l’assenza di citotossicità nelle condizioni sperimentali adottate. Questi effetti, combinati con la marcata idrofilia della sericina, hanno una ricaduta pratica sul condizionamento di superficie. Quindi superfici più idrofile e con potenziale ζ adeguato riducono l’adesione primaria di S. mutans e la maturazione del biofilm su materiali dentali, e l’inclusione di sericina in film e coating può contribuire a spostare tali parametri a favore dell’ospite. Sul piano più ampio, ricerche aggiornate riportano per la sericina proprietà antiossidanti e antibatteriche dipendenti da sequenza e processi di estrazione, elementi utili per modulare lo stress ossidativo della mucosa e la competizione microbica nella placca.
La progettazione di sistemi mucoadesivi
La qualità filmogena e la presenza di amminoacidi polari rendono la sericina intrinsecamente mucoadesiva, caratteristica chiave per aumentare il tempo di residenza di attivi nel cavo orale senza ricorrere a polimeri sintetici. L’evidenza cross-domain mostra che derivati della seta, inclusa la sericina, funzionano come matrici mucoadesive per drug delivery locale su mucose; lavori recenti presentano perline mucoadesive κ-carragenina/sericina per somministrazione orale prolungata, a conferma che la proteina può essere processata in sistemi che aderiscono e rilasciano gradualmente contenuti in ambiente salivare. In odontoiatria questo si traduce in collutori in situ gelling, gel topici e vernici dove la sericina svolge tre ruoli sinergici: favorire l’ancoraggio alla mucosa e alla pellicola, veicolare cluster CaP/ACP o nano-HAp verso lo smalto esposto, ed offrire una barriera idratante con potenziale effetto antiossidante in gengiviti e mucositi lievi.
La sicurezza d’uso dipende dalla purezza. Mentre la seta grezza poteva indurre reazioni, la sericina estratta e purificata è riportata come biocompatibile in molteplici modelli, punto essenziale per formulazioni naturali orientate all’uso quotidiano.
Implicazioni cliniche e di ricerca
Il percorso più realistico per la sericina dentale è come co-matrice funzionale in sistemi remineralizzanti e protettivi già noti, piuttosto che come principio unico. Nei protocolli di prevenzione, una formulazione che combini nano-idrossiapatite con sericina progettata in conformazione β-sheet e peso molecolare adeguato potrebbe massimizzare nucleazione e ritenzione sulla superficie smaltea; nei protocolli parodontali e protesici, coating sottili sericina/HAp su componenti titanio o su restauri indiretti, possono sicuramente contribuire a modulare la risposta tissutale e la colonizzazione microbica precoce, purché si rispetti il vincolo di stabilità meccanica del rivestimento. Le prossime tappe sperimentali, utili prima del trasferimento clinico, includono studi in situ su superfici di smalto umano con endpoint di durezza superficiale e micromorfologia, valutazioni di placca diurna in crossover su collutori/gel alla sericina, e caratterizzazione reologica-mucoadesiva in saliva artificiale. Il quadro meccanicistico e in vitro è già convincente, ma la validazione intraorale sarà decisiva per definire dosi, frequenze e indicazioni d’uso accanto o in alternativa a fluoruri e HAp.