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21 gennaio 2026

Scaffold tubulari di fibroina per l’ingegneria vascolare

Il bypass aorto-coronarico risulta essere oggi una delle procedure più efficaci per il trattamento della cardiopatia ischemica avanzata. Anche se la disponibilità di condotti vascolari idonei rimane un problema clinico rilevante. I graft autologhi, come la vena safena o l’arteria mammaria interna, non sono sempre utilizzabili, mentre i sostituti sintetici mostrano limiti importanti, soprattutto nei vasi di piccolo calibro. In questo contesto, l’ingegneria tissutale vascolare sta esplorando soluzioni biomimetiche sempre più sofisticate, tra cui gli scaffold tubulari a base di fibroina della seta.

Questa tipologia di scaffold viene progettata per riprodurre la struttura tridimensionale dei vasi sanguigni nativi. Il loro diametro, spessore e grado di porosità possono essere modulati con precisione, consentendo la diffusione di nutrienti e ossigeno e favorendo la colonizzazione cellulare. L’obiettivo è creare un’impalcatura temporanea che guidi l’organizzazione delle cellule vascolari — endoteliali e muscolari lisce — fino alla formazione di un tessuto funzionale.

Tecniche di fabbricazione sempre più avanzate

La costruzione di scaffold tubulari in fibroina sfrutta tecnologie diverse, come l’elettrofilatura, il casting su stampi cilindrici e la combinazione con processi di cross-linking fisico o chimico. L’elettrofilatura, in particolare, permette di ottenere fibre nanometriche orientate, capaci di imitare la matrice extracellulare dei vasi naturali. Questo approccio migliora l’adesione cellulare e favorisce l’allineamento delle cellule, un aspetto cruciale per la funzionalità meccanica del vaso.

Uno dei principali vantaggi degli scaffold in fibroina rispetto ai graft sintetici tradizionali è la loro capacità di supportare una rapida endotelizzazione. La formazione di uno strato endoteliale continuo sulla superficie interna del condotto è fondamentale per prevenire la trombosi e la restenosi. La fibroina, opportunamente modificata o funzionalizzata con peptidi bioattivi, promuove l’adesione e la proliferazione delle cellule endoteliali, riducendo significativamente il rischio di formazione di coaguli.

A differenza dei materiali non degradabili, gli scaffold di fibroina sono progettati per degradarsi gradualmente nel tempo, lasciando spazio al tessuto neoformato. Questo processo di rimodellamento in vivo consente una migliore integrazione con il tessuto ospite e una progressiva acquisizione delle proprietà biomeccaniche tipiche dei vasi naturali. Studi preclinici hanno mostrato una risposta infiammatoria contenuta e una buona continuità strutturale nel lungo periodo.

Applicazioni nel bypass coronarico

Nel contesto del bypass coronarico, i vasi bioartificiali in fibroina rappresentano una promettente alternativa ai graft sintetici, soprattutto per vasi di piccolo diametro, dove i materiali convenzionali falliscono più frequentemente. La possibilità di creare condotti “su misura”, potenzialmente pre-seminati con cellule autologhe del paziente, apre la strada a interventi più sicuri e duraturi, riducendo le complicanze post-operatorie.

Nonostante i risultati incoraggianti, la strada verso l’applicazione clinica su larga scala non è ancora conclusa. Restano da ottimizzare la standardizzazione dei processi produttivi, la sterilizzazione e la validazione a lungo termine in studi clinici controllati. Quello che sta accadendo è che l’integrazione della fibroina con altre biomolecole, l’uso di bioreattori dinamici e l’approccio della medicina personalizzata stanno accelerando il progresso in questo campo.

Gli scaffold tubulari di fibroina incarnano una nuova filosofia nella progettazione dei sostituti vascolari: non più semplici condotti passivi, ma strutture bioattive capaci di dialogare con l’organismo. Se le promesse della ricerca verranno confermate in clinica, questi vasi sanguigni bioartificiali potrebbero trasformare radicalmente il futuro del bypass coronarico, offrendo soluzioni più naturali, sicure e durature per milioni di pazienti.

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